Una Papera per amica

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Elezioni 2013 = il post che avevo promesso

Domenica 19 Maggio un mio amico chiama e mi dice ” ho appena ricevuto la nomina a scrutatore, ma non ci vado perchè lavoro a tempo pieno e ho pensato che a te invece farebbe comodo, fammi sapere ok? “.

Viva il buon cuore degli amici, loro si che ti aiutamo quando non arrivi alla fine del mese, altro che il governo! Richiamo subito e accetto.

Ritiro la delega con i documenti e sono pronta.

Premessa non ho accettato solo per il ” vile denaro” ( che di certo fa comodo ); io adoro stare tra la gente, sono convinta che come vada davvero il mondo non lo senti dalla televisione ma dai racconti che ti fa il tuo vicino di casa o dal pensionato seduto accanto a te in fila alla posta. Parlo spesso con la gente, anzi ascolto spesso, il mio ragazzo ancora si stupisce di quanto istintivamente il prossimo si fidi di me ed io ne sono onorata.

 

SABATO 25

Alle 16.00 arrivo al mio seggio e conosco i miei ” compagni di avvenura “: siamo in 6, me compresa. Ci parlo e grazie a quella strana empatia con la gente inizio a cogliere lati della loro personalità. Il nostro presidente di seggio è pignolo e preciso, io sospiro di soglievo perchè quando alla fine i conti devono quadrare e devi compilare i verbali uno così è perfetto. Il suo vice è un tipo molto pratico e razionale. Degli altri scrutatori uno mi fa davvero tenerezza perchè ha l’età di mio fratello e si guarda attorno sperduto ” prima elezione?” gli chiedo e lui annuisce. Le altre 2 ragazze sono diversissime. La più grande è un tipo spigliato, con un carattere pronto a prendere fuoco subito. L’altra ha un sorriso da brava ragazza, davvero dolce, impressione che conferma nei giorni successivi.

Io………sono io, un poco mi conoscete, la vostra Papera. Un gruppo assortito dunque e penso ” Bene!”

Per darvi un’idea di cosa si fa il primo giorno ad un seggio dico solo che mentre il presidente prende nota dei presenti , dei materiali forniti ed ispeziona il seggio noi contiamo, autentichiamo e firmiamo circa 600 schede blu e altrettante rosa. I crampi alla mano insomma . Il dubbio mi viene quando appendiamo i cartelli con i partiti e i candidati……….troppi troppi cartelli, quindi troppi troppi partiti e troppi troppi candidati. Non solo si fa palese che ci sarà il ballottaggio, ma pensi ” l’Italia ” è davero nei guai, forse il pensionato in fila alla cassa che diceva quanto stavamo meglio prima ” con 2 soli partiti  e meno gente a magnà ” ( citazione letterale ), non aveva torto.

Poi ti ricordi che quest’anno c’è anche il voto disgiunto e le preferenze, allora hai la certezza che siamo davvero nei guai, sia chi verrà a votare sia i poveri disgraziati ( me inclusa ) che vivranno lo spoglio delle schede.

 

Parliamo della famigerata SCHEDA BLU. 120 cm di scheda sono una follia, primo per il motivo di cui sopra, secondo per le manovre che uno è costretto a fare in cabina nel tentativo di cercare il partito da votare ( tenendo in mano anche la scheda rosa ) senza sovrapporle. A quel punto immaginando il giorno dopo già me la ridevo. Qualcuno, davvero non ricordo chi ha detto ” 120 cm di scheda è democrazia “, ma lui è un politico dunque di parte. A me veniva in mente una famosa frase del film 300, nel quale il re Leonida tirava il calcio al messaggero di Serse gridando ” Questa è Sparta! “. Insomma ” Questa è l’Italia” e ciascuno l’interpreti come vuole……

 

DOMENICA 26

Appena entrata chiedo al presidente del seggio se posso essere io a consegnare le schede e le matite. Naturalmente mentre i miei compagni erano in pausa facevo anche il resto, ma volevo avere più ” contatto ” con le persone del tempo necessario a chiedere i documenti.

A proposito delle matite ha fatto clamore il fatto che qui a Roma un seggio ha deciso di cercare casa per casa una matita, quello che forse i più ignorano, a parte l’ovvietà di non ritrovarla, è che il seggio viene multato se perde una matita…………si tutto questo per una matita siglata dal ministero, datata 2004 e non aggiungo altro. Ora come potete immaginare ero pronta al placcaggio tipo All Blacks dell’ignaro tizio che non me le avesse rese appena uscito dalla cabina, fosse stato anche un’ottantenne, nessuno poteva uscire con le mie matite!

Ovviamente dovevo anche aprire e disporre le schede da consegnare. La reazione tipica e più moderata: arrivavano davanti a me e sgranavano gli occhi. I commenti? ” Ma che è stò lenzuolo?”, ” Sarà dura! “, ” Alle prossime ci date anche la coperta?”, “Che ci faccio con tutta questa carta?”, ” Ma chi è tutta questa gente?”. La parte più divertente non era questa, era sentire i rumori di chi in cabina non riusciva proprio a piegarle; tempo minimo di stazionamento nella stessa 5 minuti con le schede che brevemente parevano essere lanciate in aria quando vedevi per un secondo la blu spuntare oltre il bordo superiore della cabina e ricadere. Qualcuno sembrava proprio stesse incartando il regalo. I commenti? ” Ma come cavolo…..”, ” dove c….o stai?”( con riferimento all’impossibilità di trovare il simbolo prescelto), più tutta una serie di fioriti epiteti che non posso mettere in un blog. Uscivano tutti belli scarmigliati, molti con la scheda blu piegata talmente male che dovevamo rimandarli nelle cabine fissando il soffitto. Una signora anziana mi implorava ” signorina non può aiutarmi ?”, ” mi scusi ma oltre la soglia della cabina non posso”, ” ma io non ci vedo “, ” ma io non posso mi scusi “.  Per non parlare delle difficoltà che avevano quelli con la sedia a rotelle o gli anziani con i bastoni, già era un’impresa tenerle in mano le schede, non sovrapporle e richiuderle era arduo.

Poi arrivano loro e sorrido: due anziani tenendosi per mano. Si vantano orgogliosi stanno insieme da 60 anni. E chi non lo sarebbe? Si guardano ancora come la prima volta e ad osservarli bene li vedi i ragazzi innamorati che sono stati. Lui entra in cabina, ma prima si volta, accarezza la guancia di lei e gli dice ” Amore, se rimani avvolta nella carta chiamami che corro a salvarti!”, stanno ancora scherzando, come 60 anni fa. Lei mi guarda e mi dice ” Si lo chiamo, speriamo mi senta. ” A voce alta, lui nella cabina ride. Lei entra alle 11 e ne esce dopo del tempo, dopo aver borbottato per tutto il tempo fitto fitto. Noi tendevamo l’orecchio per paura che quelli più in là con gli anni che non uscivano dalla cabina avessero avuto un malore. Ma a quasi 90 anni puoi permetterti di fare le cose con i tuoi tempi, la politica può aspettare.

Una signora distinta mi si avvicina piano piano dalla porta, aggiro il bancone e la prendo sotto braccio dalla porta allo stesso bancone ” Devo andare piano sà, io non sono giovane….non ho mica 60 anni, io ne ho 85!”. Certo nella vita è tutto relativo!E lei è simpaticissima ” Buon lavoro bimba!” a 28 anni è bello sentirsi dire bimba, ” Ci vediamo alla prossima signora!”. La risposta?” a Dio piacendo ” naturalmente.

Poi osservo l’età media di chi entra e mi chiedo ” E i giovani?”, di quelli ne arrivano pochi, delusi, e non c’è neanche la scusa del bel tempo per andare al mare. Non ci sono proprio, una sorta di protesta silente ” Voi ci abbandonate noi vi molliamo”. Io preferivo le proteste in piazza, forse faremmo meglio a farci sentire. I pochi che arrivano piegano la sheda peggio delle persone mature, questione di allenamento nel credere nei propri diritti ho pensato. E così fino alle 22, poche pochissime persone.

Alle 20 la mia pausa, dato che non fumo, è sedermi sui gradini fuori dal seggio, chiamare il mio ragazzo per dirgli ” Sogni d’oro Amore Mio, ti mando un messaggio appena torno a casa, viene a prendermi papà stai tranquillo “. Qualcuno mi passa un caffè a sorpresa. Alzo gli occhi è uno dei carabinieri che sorveglia la scuola. Improvvisamente guardo oltre la divisa; è stanco e giovane, molto giovane, forse un paio di anni meno di me. Sorride e si siede. Ringrazio ” Forse servirebbe di più a te, come ti chiami?Da dove vieni?” ho riconosciuto l’accento della terra di mia madre, è pugliese, lontano da casa gli mancano i suoi, gli manca casa, e si è stanco, i carabinieri vivono e dormono nella scuola per tutto il tempo, ecco cos’era quel via vai di cuscini.

Improvvisamente è come me, come chiunque non porta la divisa, parlare è facile, è solo un ragazzo. Ora come ora non vorrei vederlo davanti ad una folla inferocita neanche in tenuta antisommossa: è il figlio, il fratello e il ragazzo di qualcuno che aspetta di rivederlo.

Devo rientrare, ci sono sempre quelli che votano fino alle 21.55.

 

LUNEDì 27

Sveglia all’alba i seggi aprono alle 7, ma alle 6 c’è già gente in fila. Che fanno non dormono? Io si, dormo in piedi, quindi afferro S.( così lo chiamerò ) il ragazzo del caffè del giorno prima per la manica della divisa e gli offro la colazione, le sue occhiaie fanno concorrenza alle mie!

Stessa scena con le schede ” Mah dai è uno scherzo ?”, ” e il cuscino?” ” posso stirarla prima?”. E ancora meno gente, e gente confusa sul voto. All’ora di pranzo mia madre manda mio fratello con una sporta pantagruelica che condivido con i miei ” compagni di avventura”. Poi dato che ” Ero in zona ” arriva mia zia F alle 17 con un’enorme pezzo di torta ” non si sa mai “………adoro quella donna!

Alle 15 chiusura ed inizio spoglio. Pare chiaro fin da subito che il voto disgiunto ha fatto il dannoin concomitanza con la scheda chilometrica. Qualcuno le crocette sui simboli le ha messe a caso……….spero. Guardo i registri e capisco che sarà lunga, molto molto lunga, vogliono il conto preciso di tutto. Alle 20 i conti non tornano e siamo solo alla prima urna. Si riconteggia una scheda alla volta…oltre 400 schede  fino all’una di martedì 28 ( Ora i conti per usare una battutaccia del mio papà tornano ). Pausa prima di aprire quella del municipio. Quando penso ” adesso svengo, posso sono autorizzata”, il collega di S. mi passa un caffè ” S.pensa che tu ne abbia bisogno ” un Grande! 

Seconda urna fino alle 5 del mattino, i Conti tornano ma ora svengo. Mio padre mi afferra ” ti porto a casa “. Lo guardo e gli faccio ” Papà?”, ” si ho dormito vestito perchè non sapevo quando saresti uscita, ti porto a casa e vado a lavorare “. Doveva attaccare alle 6 e aveva dormito vestito….per me.

 

Bilancio? Dei risultati politici neanche parlo, quello lo hanno già fatto in abbondanza gli altri. Quant’è bella Casa Nostra, non per chi la governa o come, ma per gli esseri stupendi che la abitano.

 

Un bacio

la Vosta  Babyduckling!