Una Papera per amica

La celebrazione dell’8 Marzo ha radici lontane anche se, come per tanti avvenimenti che hanno importanza nella nostra storia, fatti reali e leggende si intersecano. Questo perché quando si è cominciato a celebrare questa data, la gran parte dei lavoratori e delle lavoratrici erano analfabeti, quindi le notizie erano affidate al mezzo verbale.

Come qualche volta accade ad eventi che per la loro rilevanza sono entrati a far parte della storia del costume di una società, anche l’origine della festa della donna è circondata da un alone di mistero che la rende in qualche modo leggendaria.

L’8 Marzo ha radici lontane. Nasce dal Movimento Internazionale Socialista delle Donne.

Era il 1907: Clara Zetkin (che nella Prima Guerra Mondiale fondò la Lega di Spartaco), dirigente del Movimento Operaio Tedesco, organizzò con Rosa Luxemburg (teorica della rivoluzione marxista che fondò il Partito Socialista Polacco e il Partito comunista Tedesco) la prima Conferenza Internazionale della Donna.

Ma la data simbolo è legata all’incendio divampato in un opificio di New York nel 1908 occupato, nel corso di uno sciopero, da 129 operaie tessili che morirono bruciate vive.

Nel 1910 a Copenhagen, in occasione di un nuovo incontro internazionale della donna, si propose l’istituzione di una Giornata Internazione della Donna, anche in ricordo dei fatti di New York.

Successivamente la Giornata cominciò ad essere celebrata in varie parti del mondo e anche in Italia durante e dopo la Prima Guerra Mondiale. La tradizione, nel nostro paese, venne interrotta dal fascismo.

La celebrazione riprese durante la lotta di liberazione nazionale come giornata di mobilitazione delle donne contro la guerra, l’occupazione tedesca e per le rivendicazioni dei diritti femminili. Nacquero quindi i gruppi di difesa della donna collegati al CNL (Comitato di Liberazione nazionale) che dettero origine all’UDI (Unione Donne Italiane).

Nel 1946 l’UDI preparò il primo 8 Marzo nell’Italia libera, proponendo di farne una giornata per il riconoscimento dei diritti economici, sociali e politici delle donne, scegliendo la mimosa come simbolo della giornata.

La vera “esplosione” in termini di popolarità e di partecipazione, l’8 Marzo la ebbe negli anni ’70; anni che segnarono la collaborazione dei movimenti femministi che tra l’altro operarono attivamente per la legge sulla parità, per il diritto al divorzio e all’aborto. La prima manifestazione femminista risale infatti al 1972 e si svolse a Roma. Ma il top lo raggiunse nel 1980 con una grande manifestazione unitaria in cui confluirono per la prima volta tutti i movimenti femministi.

Malgrado la storia delle donne sia lunga, il cammino non si può fermare.

Il 14 Gennaio scorso infatti le donne sono scese nuovamente in piazza per la difesa dei consultori e della legge 194 come avevano fatto alla fine degli anni ’70 le loro mamme e le loro nonne.

In conclusione possiamo dire che il percorso dell’8 Marzo si snoda in oltre un secolo di storia che ha visto nascere movimenti politici, guerre, ideologie, ricostruzioni.

Un cammino lungo e complesso per le donne di tanti paesi, più volte interrotto, ma che con grande tenacia è sempre stato ripreso con l’obiettivo dell’emancipazione e della liberazione delle donne.

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